L’INQUILINO PUÒ’ SMETTERE DI PAGARE I CANONI INVOCANDO L’EMERGENZA CORONAVIRUS?

Apr 28 2020

Nonostante l’emergenza sanitaria in atto dovuta al Coronavirus e le difficoltà spesso economiche che ne derivano l’inquilino deve continuare a pagare il canone di locazione.

Se infatti l’inquilino smettesse di pagare il canone, il proprietario sarebbe legittimato ad avviare il procedimento di sfratto per morosità tramite un avvocato esperto in sfratti.

Tuttavia, poiché lo sfratto è una procedura in ogni caso lunga e per recuperare l’immobile ci vuole diverso tempo, è consigliabile, nel caso in cui l’inquilino abbia manifestato le proprie difficoltà finanziarie al proprietario perché ad esempio si è trovato privo di reddito a causa delle misure di contenimento del Covid-19, trovare un accordo con l’inquilino.

In questo periodo di assoluta incertezza, il raggiungimento di un accordo può essere una mossa anche nell’interesse del proprietario, visto che l’inquilino, se il proprietario si irrigidisse troppo, potrebbe anche decidere di recedere dal contratto di locazione con il risultato che il proprietario, nel giro di pochi mesi, si troverebbe senza l’entrata rappresentata dal canone di locazione e, alla luce dell’incertezza sul futuro, senza sicure prospettive di poter riaffittare in breve tempo l’immobile.

In sostanza in questo periodo anche per il proprietario è meglio concedere uno sconto, piuttosto che trovarsi con un inquilino che non paga!

In cosa può consistere dunque un possibile accordo con l’inquilino? L’accordo può avere ad oggetto:

  • una riduzione del canone per i mesi interessati dall’emergenza sanitaria (riduzione circoscritta quindi a pochi mesi, con l’eventuale possibilità di prorogare la riduzione nel caso in cui la situazione perdurasse), oppure
  • una dilazione di pagamento dei canoni già maturati attraverso un piano di rientro già determinato, per dare la possibilità all’inquilino di sanare la propria posizione debitoria quando ci sarà la ripresa economica post emergenza Coronavirus.

In caso di accordo per una riduzione del canone o nel caso di sospensione del canone per qualche mese, è importante per il proprietario che la scrittura privata che recepisce l’accordo sia registrata all’Agenzia delle Entrate. Infatti, solo mediante la registrazione dell’accordo è consentito al proprietario pagare le tasse sui minori importi che risultano dall’accordo e non sugli importi più alti risultanti dal contratto.

Per la registrazione della scrittura privata che recepisce l’accordo non è previsto il pagamento di nessun importo (né quindi imposta di registro, né bolli). Per quanto riguarda i termini per procedere alla registrazione, pari a 30 giorni dal momento della sottoscrizione,  è importante sottolineare che  l’articolo 62 comma 1 del D.L. 17 marzo 2020 (Decreto Cura Italia) ha sospeso i termini per questi adempimenti dall’8 marzo al 31 maggio 2020. Pertanto, se il termine per procedere la registrazione scade tra le date indicate, il contribuente  potrà provvedere entro il 30 giugno 2020.

Se hai necessità di assistenza per provvedere alla redazione di un accordo con l’inquilino contattaci per un preventivo gratuito e senza impegno.

 

 

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